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Presidio solidale con i valsusini

giugno 28, 2011

Questa sera, martedì 28 giugno, alle ore 18, davanti davanti alla prefettura di Genova, presidio di solidarietà con la popolazione della Val di Susa, a cui il governo sta imponendo un’opera con la forza: chi vuole partecipare è il benvenuto.

Segnalo l’appello ad una mobilitazione nazionale lanciato dai valsusini. Da domenica a giovedì della settimana scorsa mia moglie ed io eravamo al presidio NO TAV che è stato sgombrato ieri, quello della Maddalena di Chiomonte. Vorrei raccontare qualcosa per rimediare in parte all’informazione distorta dai mezzi di comunicazione di massa. L’imposizione di un’opera con la forza fa indignare due volte:

  1. la prima è perché anche se l’opera fosse veramente utile come dicono i suoi sostenitori, non è la violenza il modo di gestire il conflitto, e se legittimiamo l’uso della forza in un territorio, lo legittimiamo ovunque, anche qui da noi. Martin Luther King diceva: “L’ingiustizia in un luogo qualunque è una minaccia per la giustizia ovunque“;
  2. il secondo motivo di dolore è che la realtà che abbiamo conosciuto è stupenda. Le persone che hanno preso parte al presidio erano molto eterogenee e venivano da tutta Europa, ma la maggior parte di loro erano persone della valle, soprattutto pensionati. Il presidio, chiamato “Libera Repubblica della Maddalena” è durato più di un mese ed è stato un laboratorio incredibile di partecipazione e di democrazia. Non c’erano regole scritte, eppure non vedevi una cartaccia in giro e tutto ha funzionato. C’era una cucina da campo in cui soprattutto le donne si sono alternate senza sosta in turni lunghissimi. Le persone portavano su i viveri da cucinare e in più davano anche un’offerta per la cucina. Persone che da anni ci rimettono tempo e soldi, e viene spontaneo fare il confronto coi politici che non partecipano alle sedute istituzionali e che guadagnano in un mese quello che l’italiano medio non guadagna in un anno. Abbiamo partecipato ad alcune assemblee esemplari: c’erano tantissime persone ma parlavano senza interrompersi e facendo interventi brevi per dare a tutti lo spazio di parlare. Più e più volte i valligiani hanno ribadito di non essere violenti, e non solo in assemblea. Questo movimento di resistenza dura da più di venti anni, durante i quali hanno studiato tantissimo la questione dei modelli di sviluppo, della democrazia, organizzando seminari, invitando relatori illustri e producendo molte pubblicazioni, non solo sulla TAV (a proposito, qui potete leggere perché i valsusini resistono).

Per concludere, ecco alcuni link per seguire dal vivo gli sviluppi:

Cristiano

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